Rizzuto Salvatore

Oggi venerdì, 27 novembre 2015. Buona e lieta giornata a tutti Voi ed alle vostre famiglie, che i vostri cuori emanino gioia. Questa poesia è da dedicare all'amico Ernesto Gendusa, che mi ha dato l'altro giorno, senza volerlo, l'imput per crearla ,ed a tutti coloro che amano la poesia.


Cantu du pueta


Pueti chi rime d'amuri scriviti,
nda l'animu purtati la spiranza,
priziusi sogni di meti infiniti
futuru di vita, cantu e danza.


Vuatri, lanceddi di divina manu,
issenza virsata di l'anima, sia
unnivirsali rifugiu nustranu
d'incarnati pagini di la puisia.


Vui chi unciti l'animi firventi,
ca cumunanza di tutti li pueti,
assurgiti radiusi nda la menti,
siiti esempiu ai cori 'rrequeti.


L'animu e cori ni l'aria vulannu,
l'ali aprinu, du cantu ca invita,
a crisciri d'amuri, sullevannu
stasiati, 'u lietu volo di la vita.


Pueta nu ti firmari, scrivi amuri,
scansia duluri, parla di biddizza
ca gente disia cu tuttu 'u cori.
Tu puisia musica, gioia, ducizza,


cummogghiu, beni, litizia, sururi,
jocu, palori, cantu di l'amanti,
svegghia di l'animu e gran valuri,
tu amatu aneddu di diamanti.
Salvatore Rizzuto


Il canto del poeta trad. lett.
Oh poeti che rime d'amore scrivete,
e nell'animo portate la speranza,
preziosi sogni di mete infinite,
futuro della vita, canto e danza.


Voi che siete anfore di divina mano,
essenza versata dell'anima, essa sia
universale rifugio del valore nostrano,
di incarnate belle pagine di poesia.


Voi che unite gli animi allegramente,
in una comunanza di tutti i poeti,
suscitate luce dentro la loro mente,
siate esempio per i cuori irrequieti.


L'anima ed il cuore nell'aria volano
sulle ali del soave canto del poeta,
ispirano grande amore e cantano,
estasiati, il lieto volo della vita.


Poeta non Ti fermare, scrivi amore,
evitando i dolori, parla di bellezza,
la gente desidera con tutto il cuore,
tu poesia, musica, gioia, dolcezza,


coperchio, bene, letizia e sudore,
gioco di parole canto degli amanti,
risveglio dell'animo di gran valore,
sia tu amato anello di diamanti.
(salvatore rizzuto)




                       

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Teatro Massimo

Il progetto La scuola va al Massimo sviluppa un percorso finalizzato ad un ascolto non occasionale del repertorio operistico e sinfonico con l’intento di formare un nuovo pubblico, sensibile, attento, consapevole e critico: un ascolto che conduce al “capire”. Il bambino, tanti più stimoli diversi avrà l’opportunità di vivere, tanto più affinerà la sua capacità discriminatoria, avendo a disposizione quello straordinario strumento che è la possibilità di scegliere e paragonare. L’esperienza in Teatro è senza dubbio un’occasione da non perdere perché non è mero intrattenimento –

La Cala Palermo

La cala, l'antico porto di città, era un tempo difeso dal Castello a Mare, edificato sotto gli Arabi, ma trasformato e riutilizzato in seguito come roccaforte, prigione, abitazione. La massiccia costruzione è stata purtroppo fortemente mutilata nel 1922 per l'ampliamento del nuovo molo. Il quartiere che si stende alle spalle dell'antico porto non può che essere introdotto dalla chiesa che, per essere stata secoli custode delle catene che lo chiudevano, è stata chiamata S. Maria alla Catena.

Cattedrale

Fu l'arcivescovo Gualtiero Offamilio, ministro di Guglielmo II a promuovere sul posto la costruzione della Cattedrale nel 1184. Dopo i, appena un anno, nel 1185, la chiesa veniva consacrata ed intitolata a Maria Assunta.

Politeama

Nel 1865 il Comune di Palermo delibera la costruzione del Politeama. Essendo la spesa superiore alla cifra prevista, viene contattato il banchiere Carlo Galland che si impegna a costruire oltre a "tre mercati secondo i disegni dell’architetto Damiani e a costruire, nel locale che indicherà il Municipio, un Politeama secondo il piano d’arte e disegni preparati dall’Ufficio tecnico del Municipio" (Capitolato di convenzione tra il Municipio e il Sig. Carlo Galland, piemontese, per la costruzione dei mercati e Teatro, 1866).

Chiusa Sclafani

Comune della provincia di Palermo, situato a 658 metri sul livello del mare, posto al margine sud-occidentale dei cosiddetti "Monti Sicani", nella regione del corleonese, il territorio di Chiusa si estende nello spartiacque tra la Valle del fiume Belice e quella del fiume Sosio. Il borgo medievale fu fondato agli inizi del 1300 dal Conte Matteo Sclafani. Successivi signori della città furono Guglielmo I Peraltra, i Cardona, i Gioeni ed infine la famiglia Colonna che mantenne la signoria fino all'abolizione della feudalità, cioè fino al 1812.

Bisacquino

Bisacquino si trova nelle vicinanze del Monte Triona. La sua origine risale al casale arabo “Busequin" (padre del coltello). Dal XII secolo entrò a far parte della Chiesa di Monreale, sotto la cui giurisdizione rimase fino al 1778, quando passò al demanio regio. L’aspetto urbanistico conserva le caratteristiche islamiche. Il centro storico è articolato da cortili e viuzze, con molte case realizzate in pietra, dove spesso sono collocate piccole edicole in creta smaltate con sacre raffigurazioni votive di scuola siciliana risalenti ai sec. XVII e XVIII, archi e bevai. Vi sono sedici Chiese, fra cui, la Chiesa Madre (Piazza Triona) in stile barocco. La Chiesa Madre dedicata a San Giovanni Battista.

Giuliana

Il centro era gia' esistente in epoca araba. L'arrivo di Federico II d'Aragona e' testimoniato dalla costruzione di una cinta muraria – che venne demolita nel XIX secolo - e di un castello, forse su di un preesistente fortilizio. Successivi signori della citta' furono il Conte Guglielmo Peralta, la famiglia Luna e quella dei Cardona.

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